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Preti in crisi, Quando si spretano per un uomo, una donna, per tornare uomini liberi.

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GalileoGalilei
view post Posted on 3/10/2009, 14:10 by: GalileoGalilei
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http://corrieredelveneto.corriere.it/veron...836965162.shtml

Il caso Il sacerdote rompe il silenzio e comunica la sua sofferta decisione da Lamon
Don Giulio lascia: «Chiedo perdono»
Feltre, l’arciprete si dimette dalla parrocchia: rispettate la mia scelta
Don Giulio Antoniol ha lasciato al cattedrale di Feltre

Don Giulio Antoniol ha lasciato al cattedrale di Feltre

FELTRE — Don Giulio non è più parroco né insegnante, anche se resta sacerdote. Chiede perdono ai fedeli, che a suo giudizio, sono stati presi alla sprovvista. Dopo alcuni giorni di attesa, ieri la svolta nella vicenda del quarantenne arciprete del Duomo di Feltre. «Ho comunicato le dimissioni dal mio ufficio al vescovo ieri (l’altro ieri, ndr) - ha fatto sapere in tivù, dai microfoni di Antenna Tre don Giulio Antoniol - . Chiedo rispetto per una scelta personale, ma voglio rassicurare tutti. Ho compiuto un meraviglioso pellegrinaggio a Santiago: un itinerario lungo 800 chilometri e un’esperienza formidabile. L’avevo concordato col vescovo per riflettere sui problemi personali che mi stavano assillando. Non sono rientrato a Feltre perché ho chiesto alle autorità diocesane le dimissioni da incarichi personali. Si tratta di problemi privati e vi chiedo di rispettare la mia intimità».

Don Giulio si è rifugiato a Lamon, protetto dalla gente del paese. «Non voglio interferire ha detto per tutti ieri il sindaco Vania Malacarne - ma desidero esprimere rispetto e solidarietà per una scelta individuale sicuramente travagliata e ponderata ». La questione ha dato origine, tra i fedeli, ad una ridda di voci che il portavoce del vescovo, don Giuseppe Bratti aveva stigmatizzato, solo l'altro ieri, come «sciocchezze». «Sono chiacchiere ingiustificate - aveva chiosato don Bratti - ; il parroco sarà presto a Feltre e chiarirà tutto». Ma la prolungata assenza aveva finito per instillare nuovi dubbi.

A star dietro alle voci, ci sarebbe perfino l'ombra di una ragazza; ma si tratta di congetture che non hanno trovato conferma. Don Giulio cerca le parole per accommiatarsi dai fedeli nel modo meno traumatico: «Sto raccogliendo tante espressioni di stima, vicinanza e fede che commuovono e mi sono di grande sostegno - ha aggiunto ieri sera ad Antenna Tre - . Il modo con cui mi sono allontanato è stato brusco, e per questo chiedo perdono. Ho vissuto momenti un po’ pesanti e che non riuscivo a comunicare in quanto strettamente privati; ma sono sostenuto da tanti amici ». A Feltre i consigli pastorali della parrocchia si sono riuniti ieri sera e al più presto lettura di una lettera di don Giulio ai fedeli. «Non lasceremo soli né i fedeli né don Giulio - ha commentato ieri sera don Bratti ; sono certo che la scelta dell'arciprete non sia definitiva, ma solo una pausa di riflessione».


03 ottobre 2009

http://stage7.presstoday.com/_Standard/Articles/13755076

Corriere del Veneto
"L'arciprete di Feltre confessa «Sono innamorato e confuso»"

Data: 04/10/2009
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Cronaca Locale
Corriere del Veneto
sezione: REGIONE data: 04/10/2009 - pag: 5
Dimissioni nella Chiesa Il sacerdote lascia la parrocchia del Duomo e ringrazia il vescovo. Da mesi pensa a una donna

L’arciprete di Feltre confessa «Sono innamorato e confuso»

Don Giulio: entro l’anno deciderò se abbandonare la tonaca
BELLUNO — «Al cuore non si comanda». Non solo un detto popolare, ma anche la convinzione più intima di don Giulio Antoniol, arciprete della parrocchia del Duomo di Feltre. Un cuore diviso, quello di don Giulio, e non da ieri. Da una parte, l’abito talare, le cerimonie religiose, la pastorale dei fedeli, l’amministrazione dei sacramenti, il contatto con i parrocchiani; dall’altra, l’amore terreno, una donna, i sentimenti e la prospettiva di una famiglia. «Sì – concede don Giulio –, ho chiesto un periodo di distacco dalla funzione pastorale, per problemi di natura affettiva. Spero che questo momento di pausa possa aiutarmi in vista di una verifica seria e onesta sul mio futuro. Sì, ecco, ho avuto dei problemi: sono stato aiutato, su mia richiesta, dall’opinione di persone esperte, ma al cuore si fa fatica a comandare. Ora vivo qui, a Lamon, dai miei genitori, in una sorta di eremitaggio. E’ qui che mi abbandono alla volontà di Dio, perché mi indichi quale strada percorrere».
La vicenda di don Giulio è un fatto umano; non è una battaglia contro la Chiesa, come quella di don Sante Sguotti, l’ex «prete innamorato» di Monterosso (Padova) che apertamente si schierò contro il celibato dei preti. «Non voglio scandali – dichiara don Giulio – né per me né per la Chiesa. Non ho nulla contro la vita pastorale; anzi, devo ammettere che ci sono stati momenti intensi e gratificanti con i fedeli. Uno scambio importante tra il pastore e i parrocchiani. Il fatto è che per la Chiesa l’amore di un sacerdote per una donna è un problema. Ed in effetti lo è: anche se questo sentimento non è espresso né materialmente coltivato, ti fa capire che “non ci sei veramente” quando incontri i fedeli e discuti dei loro problemi. E’ un affetto che lacera».
Don Giulio ha informato subito le autorità diocesane della situazione. «Il Vescovo (monsignor Giuseppe Andrich) conosce la questione da qualche mese, forse da un anno – continua l’arciprete - . Ha assunto un atteggiamento paterno nei miei confronti, perché comprende il cuore umano. Mi ha invitato a restare, nonostante lo “scherzetto” di Santiago».
Don Giulio aveva chiesto e ottenuto un permesso mensile per compiere «il cammino di Santiago», lungo itinerario che porta alla tomba di San Giacomo, in Galizia. Aveva concordato con la diocesi di partire il 24 agosto, ma nessuno in città l’ha più visto. La questione ha dato origine, tra i fedeli, ad una ridda di voci che il responsabile dell’ufficio per le relazioni sociali della Diocesi di Belluno-Feltre don Giuseppe Bratti aveva bollato, solo tre giorni fa, come «sciocchezze». «In fondo – afferma don Giulio – è un messaggio che ho voluto mandare al Vescovo; significava che ero in difficoltà, e che avevo bisogno di una pausa. Il Vescovo ha capito, ha preso atto della situazione senza assumere provvedimenti disciplinari nei miei confronti».
Tre giorni fa don Giulio ha comunicato a monsignor Andrich le sue dimissioni dalla funzione di parroco e dall’insegnamento. Resta sacerdote. «Pensavo che i fedeli si fossero arrabbiati con me – continua l’arciprete - ; e invece ho scoperto che non mi devo difendere. Mi accolgono lo stesso, e ricevo testimonianze di solidarietà». E «l’altra parte»? «Vuole restare – chiarisce il parroco - nel completo anonimato ». Ma quanto durerà questa pausa di riflessione? «Non mi sono posto scadenze – termina don Giulio - ; però ricordo che l’ultimo dell’anno, quando già il problema esisteva, osservando i botti, mi ero rivolto al Signore, implorandolo di definire il mio caso entro la fine del 2009. 'Non ce la faccio più', mi ero detto; e ora, secondo me, si tratta di decidere entro la fine dell’anno ».

http://corrieredelveneto.corriere.it/venet...841568233.shtml

Dimissioni nella Chiesa - Il sacerdote lascia la parrocchia del Duomo e ringrazia il vescovo
L’arciprete di Feltre confessa
«Sono innamorato e confuso»
Da mesi pensa a una donna. «Entro l’anno deciderò se abbandonare la tonaca»
Don Giulio Antoniol (archivio)

Don Giulio Antoniol (archivio)

BELLUNO — «Al cuore non si comanda». Non solo un detto popolare, ma anche la convinzione più intima di don Giulio Antoniol, arciprete della parrocchia del Duomo di Feltre. Un cuore diviso, quello di don Giulio, e non da ieri. Da una parte, l’abito talare, le cerimonie religiose, la pastorale dei fedeli, l’amministrazione dei sacramenti, il contatto con i parrocchiani; dall’altra, l’amore terreno, una donna, i sentimenti e la prospettiva di una famiglia. «Sì – concede don Giulio –, ho chiesto un periodo di distacco dalla funzione pastorale, per problemi di natura affettiva. Spero che questo momento di pausa possa aiutarmi in vista di una verifica seria e onesta sul mio futuro. Sì, ecco, ho avuto dei problemi: sono stato aiutato, su mia richiesta, dall’opinione di persone esperte, ma al cuore si fa fatica a comandare. Ora vivo qui, a Lamon, dai miei genitori, in una sorta di eremitaggio. E’ qui che mi abbandono alla volontà di Dio, perché mi indichi quale strada percorrere».

La vicenda di don Giulio è un fatto umano; non è una battaglia contro la Chiesa, come quella di don Sante Sguotti, l’ex «prete innamorato» di Monterosso (Padova) che apertamente si schierò contro il celibato dei preti. «Non voglio scandali – dichiara don Giulio – né per me né per la Chiesa. Non ho nulla contro la vita pastorale; anzi, devo ammettere che ci sono stati momenti intensi e gratificanti con i fedeli. Uno scambio importante tra il pastore e i parrocchiani. Il fatto è che per la Chiesa l’amore di un sacerdote per una donna è un problema. Ed in effetti lo è: anche se questo sentimento non è espresso né materialmente coltivato, ti fa capire che “non ci sei veramente” quando incontri i fedeli e discuti dei loro problemi. E’ un affetto che lacera». Don Giulio ha informato subito le autorità diocesane della situazione. «Il Vescovo (monsignor Giuseppe Andrich) conosce la questione da qualche mese, forse da un anno – continua l’arciprete - . Ha assunto un atteggiamento paterno nei miei confronti, perché comprende il cuore umano. Mi ha invitato a restare, nonostante lo “scherzetto” di Santiago».

Don Giulio aveva chiesto e ottenuto un permesso mensile per compiere «il cammino di Santiago», lungo itinerario che porta alla tomba di San Giacomo, in Galizia. Aveva concordato con la diocesi di partire il 24 agosto, ma nessuno in città l’ha più visto. La questione ha dato origine, tra i fedeli, ad una ridda di voci che il responsabile dell’ufficio per le relazioni sociali della Diocesi di Belluno-Feltre don Giuseppe Bratti aveva bollato, solo tre giorni fa, come «sciocchezze». «In fondo – afferma don Giulio – è un messaggio che ho voluto mandare al Vescovo; significava che ero in difficoltà, e che avevo bisogno di una pausa. Il Vescovo ha capito, ha preso atto della situazione senza assumere provvedimenti disciplinari nei miei confronti».

Alcuni giorni fa don Giulio ha comunicato a monsignor Andrich le sue dimissioni dalla funzione di parroco e dall’insegnamento. Resta sacerdote. «Pensavo che i fedeli si fossero arrabbiati con me – continua l’arciprete - ; e invece ho scoperto che non mi devo difendere. Mi accolgono lo stesso, e ricevo testimonianze di solidarietà». E «l’altra parte»? «Vuole restare – chiarisce il parroco - nel completo anonimato ». Ma quanto durerà questa pausa di riflessione? «Non mi sono posto scadenze – termina don Giulio - ; però ricordo che l’ultimo dell’anno, quando già il problema esisteva, osservando i botti, mi ero rivolto al Signore, implorandolo di definire il mio caso entro la fine del 2009. 'Non ce la faccio più', mi ero detto; e ora, secondo me, si tratta di decidere entro la fine dell’anno ».

Marco de’ Francesco
05 ottobre 2009

Edited by GalileoGalilei - 5/10/2009, 10:48
 
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