Laici Libertari Anticlericali Forum

A_REPLY
"Sborra Boy", il nikname di don Mauro Stefanoni, condannato a 8 anni per pedofilia, vittima un minorato psichico. Indagati per favoreggiamento vescovi Maggiolini e Cantoni e mons. Bede
view post Posted on 28/10/2008, 18:21P_QUOTE


Group: Member
Posts: 419


Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/11/2009, 20:19


la vicenda di sborra boy ha dei risvolti inquietanti

 
P_MSG P_WEBSITE Top
view post Posted on 28/10/2008, 20:49P_QUOTE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 6810


Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 18:56


I 3 monsignori rischiano la citazione diretta a giudizio, ma Maggiolini pare sia in gravi condizioni.

Spero tanto che sopravviva il vescovo emerito. Così sapremo cosa ne pensa la magistratura dei colloqui con don Stefanoni sulla sua inchiesta.

image
 
P_MSG P_WEBSITE Top
view post Posted on 2/11/2008, 00:26P_QUOTE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 6810


Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 18:56


http://209.85.135.104/search?q=cache:3NkIj...clnk&cd=1&gl=it

Venerdì 31-10-2008 15:23 Data articolo: 31-10-2008

Maxidocumento per l'assoluzione di don Mauro
I legali in appello

Un appello fiume, di 271 pagine. È quello presentato, al limite del tempo consentito, dai legali di don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio condannato in primo grado, dal collegio del Tribunale di Como composto da Alessandro Bianchi, Luciano Storaci e Paola Braggion, a 8 anni di reclusione per violenza sessuale ai danni di un ragazzo che, all’epoca dei fatti, era minorenne. Quasi trecento pagine dunque, più del doppio di quelle impiegate per motivare la sentenza (furono 117), in cui gli avvocati Guido Bomparola e Massimo Martinelli non hanno risparmiato nessuno: il Tribunale - che avrebbe usato «metodi inquisitori», «impedendo l’esercizio del diritto alla difesa», sostenendo fatti «inventati di sana pianta» e questo nonostante le «prove contrarie» - la polizia giudiziaria, la presunta vittima, i testimoni che avrebbero raccontato cose non vere e perfino, buon ultimo, i consulenti e la stampa, che avrebbe «sbattuto il mostro in prima pagina» arrivando a condizionare i testimoni della difesa.
Motivo che - secondo i legali - avrebbe spinto una deposizione cardine del processo, quella del fratello dell’imputato, a saltare. Un fuoco di fila, insomma, per chiedere alla Corte d’Appello di Milano che il «fantasioso racconto» del ragazzo vittima dei presunti abusi venga relegato a quello che è: «pura invenzione». Attacchi pesanti, in linea con le udienze del processo in cui non mancarono scambi piccati e accuse tra le parti.
Don Mauro Stefanoni, tramite i suoi avvocati, ha impugnato la sentenza del Tribunale lariano, e anche ben otto ordinanze emesse dallo stesso Collegio. La richiesta è ovviamente l’assoluzione «perché il fatto non sussiste», oppure in subordine, «previa riapertura dell’istruttoria», «ammettere tutti i mezzi di prova dedotti dalla difesa» per arrivare all’assoluzione. Ovvero, dichiarare la «nullità della sentenza» o quantomeno «ridurre la condanna dell’imputato al minimo» previsto dalla pena.
La premessa dell’atto entra subito nel vivo: «Di fronte ad una attività istruttoria scandalosa - scrivono gli avvocati - ci si aspettava dal Tribunale un maggiore equilibrio».
E ancora: «Il Tribunale si è uniformato al principio di provare il delitto anziché ricercare la verità», utilizzando per far questo una «lente deformante» per attribuire la «patente di credibilità» alla presunta vittima. L’obiettivo si sposta immediatamente sulle prime dichiarazioni del minorenne fatte ai suoi compagni di classe in uno spogliatoio e registrate su un nastro. Da qui iniziò, «in un contesto goliardico», la vicenda giudiziaria dell’ex parroco di Laglio. «Dichiarazioni che non possono ritenersi attendibili, poiché fondate su incongruenze tali da coinvolgere l’intera credibilità della persona offesa». Gli avvocati danno anche una loro ricostruzione dei fatti: il ragazzo cercava il consenso dei compagni, che non aveva ottenuto parlando della storia con una ragazza. «L’attenzione invece si concentra su di lui quando si inserisce nel discorso con una battuta banale e sciagurata». Inoltre, proseguono i legali, quella cassetta registrata non riporterebbe le prime dichiarazioni del giovane, in quanto già in precedenza i compagni di classe avrebbero affrontato con lui l’argomento.
Infine, in quel primo nastro, la presunta vittima sarebbe stata «indotta (per meglio dire costretta) a ripetere quanto (non) avrebbe detto in precedenza», dopo che il giovane avrebbe anche «voluto allontanarsi».
Dopo quell’inizio, anche la Procura e la polizia giudiziaria - per la difesa - si sarebbero mosse «come un elefante in una cristalleria, con l’unico scopo di ottenere risposte utili all’impianto accusatorio». «La Pg - proseguono i legali - si è prodigata oltre ogni misura nel coccolare il ragazzo, con l’unico scopo di farsi raccontare quello che gli stessi bramavano di sentirsi dire».
Ma gli avvocati di don Mauro contestano un po’ tutto, compresa la «mancata indicazione delle date nelle quali sarebbero stati commessi gli abusi», visto che il lasso temporale preso in considerazione dalla Procura va «dall’agosto del 2003 al 21 ottobre 2004, ovvero 448 giorni». Oppure la lista dei testimoni della difesa «tagliata» in modo eccessivo, fatto che avrebbe «leso in maniera grave i diritti dell’imputato».
Come detto, anche la stampa e il processo a porte aperte (a cui gli avvocati di don Mauro si erano opposti) una volta che «stava per iniziare la fase di escussione dei testimoni della difesa», finiscono nel mirino dell’Appello. Così i soggetti che avrebbero dovuto sostenere la parte dell’ex parroco di Laglio, si sarebbero trovati «loro malgrado a deporre in un’aula sempre affollata, con l’incessante presenza di giornalisti e pubblico, tra cui alcuni facinorosi ”sostenitori” della tesi dell’accusa». E, particolare clamoroso, sarebbe stato proprio questo il motivo per cui il fratello di don Mauro, testimone cardine, si sarebbe avvalso invece della facoltà di non rispondere.
L’ultima parte dell’appello è dedicata ai riscontri che nella sentenza confermerebbero la versione del ragazzo, dalla vhs pedopornografica alle “vocine” erotiche, dalla visione su Sky di film per adulti al rapporto con un ex parrocchiano di Ponte Tresa. Fino alla patologia dell’imputato, la fimosi serrata, che, secondo gli avvocati, avrebbe impedito di avere rapporti sessuali. Come emerso del resto - sostiene la difesa - nell’incidente probatorio in cui il perito del Gip evidenziò un «marcato processo infiammatorio» di «indubbio ostacolo al compimento dell’atto sessuale», ritenuto «doloroso» e «traumatico».

Mauro Peverelli



image
 
P_MSG P_WEBSITE Top
view post Posted on 5/2/2009, 11:08P_QUOTE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 6810


Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 18:56


http://stage7.presstoday.com/_Standard/Articles/8348142

Provincia di Como, La
"Don Mauro, archiviato il favoreggiamento"

Data: 05/02/2009
Stampa
Cronaca Locale
l'indagine Don Mauro, archiviato il favoreggiamento La Procura chiude l'inchiesta aperta nei confronti del vescovo emerito Maggiolini

La morte di monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo emerito scomparso lo scorso novembre, ha indotto la Procura della Repubblica di Como ad archiviare l'inchiesta aperta a suo tempo nei confronti suoi e dei suoi collaboratori Enrico Bedetti e Oscar Cantoni, attuale vescovo di Crema, accusati inizialmente di favoreggiamento nei confronti dell'ex parroco di Laglio don Mauro Stefanoni. La vicenda aveva preso corpo nel corso del processo per violenza sessuale nei confronti del sacerdote, che aveva riferito in aula di essere stato informato dell'esistenza di una indagine penale nei suoi confronti dai tre alti prelati, che lo avevano convocato e incontrato in curia a Como. Quella fuga di notizia fu, secondo l'ipotesi formulata dal pm Maria Vittoria Isella, la causa principe del naufragio dell'indagine, che quel giorno, di fatto, si fermò, visto che l'indagato badò bene a non assumere più comportamenti penalmente censurabili. Lui, don Stefanoni, negò sempre, sostenendo non solo di essere innocente ma, prima anocra, di non avere mai orientato le proprie mosse in base a quanto gli fu riferito allora, mentre monsignor Maggiolini, che pure con il pm non parlò mai (né lui né gli altri prelati) lasciò sempre a intendere di essersi volutamente e semplicemente comportato come il buon padre di famiglia, come un vescovo con un "suo" parroco. La scomparsa del vescovo emerito vanifica in ogni caso qualunque possibile sviluppo dell'indagine. Viene meno la possibilità di una sua testimonianza, il solo atto che avrebbe consentito alla Procura della Repubblica di accertare la sussistenza di quel che si definisce «elemento soggettivo» del reato, di capire cioè se i monsignori Bedetti e Cantoni commisero un favoreggiamento consapevole. La pratica va in soffitta per sempre, mentre si attende la fissazione della data del processo d'appello di don Mauro, deciso a fare valere le proprie ragioni anche al tribunale di Milano, dove la sentenza di primo grado è già stata impugnata dai suoi avvocati. Oltre un centinaio di pagine per decine di motivi d'appello, coerentemente alla condotta processuale tenuta a Como, dove l'imputato aveva sempre negato ognuno degli addebiti mossi dall'ex parrocchiano minorenne che lo accusava di violenza sessuale. La data del processo non dovrebbe farsi attendere.


04/02/2009

image
 
P_MSG P_WEBSITE Top
view post Posted on 20/2/2009, 16:50P_QUOTE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 6810


Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 18:56


http://www.corrieredicomo.it/frm_articoli.cfm?ID=93014

Venerdì 20-02-2009 16:48 Data articolo: 20-02-2009

Don Mauro contro i testimoni
Secondo l'ex parroco di Laglio sarebbero state indicate circostanze non veritiere
Il sacerdote ha denunciato oltre trenta persone

Tutti denunciati. Oltre una trentina di testimoni dell’accusa che, nei mesi scorsi, sono sfilati in Tribunale a Como nel processo a carico di don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio accusato e poi condannato in primo grado a 8 anni di reclusione per violenza sessuale su un ragazzo del paese, minorenne all’epoca dei fatti. Lo si apprende al Tribunale di Como dove, nelle ultime settimane, i fascicoli relativi a questi procedimenti sono sfilati sul tavolo della Procura. Sono stati denunciati tutti coloro che sono stati chiamati dal pm Maria Vittoria Isella a spiegare fatti e circostanze relativi al procedimento a carico del religioso. Da chi ha svolto le indagini su disposizione della Procura, come gli agenti della squadra mobile della Questura, ai genitori e agli amici più stretti della vittima.
Don Mauro, assistito dai suoi avvocati Guido Bomparola e Massimo Martinelli, avrebbe ravvisato nel loro comportamento qualcosa di irregolare, di non veritiero. Tanto che sono partite, quasi contestualmente alle varie udienze al Tribunale, le denunce. Oltre trenta, in tutto, come detto, di cui parte già in fase di archiviazione visto che il magistrato che si è occupato della vicenda – differente dal pm di udienza – non avrebbe ravvisato alcunché di irregolare né tantomeno con rilievi di natura penale.
L’inchiesta su don Mauro e i suoi presunti abusi di natura sessuale è partita nel 2005. Quando la vicenda era emersa aveva suscitato molto scalpore a Laglio. Il parroco ha sempre rigettato con decisione ogni accusa. Lo ha fatto davanti agli inquirenti, lo ha ribadito durante il processo che si è svolto tra il 2007 e il 2008 al Tribunale cittadino. Ma al termine di tante e combattute udienze il sacerdote è stato ritenuto colpevole e condannato: 8 anni di reclusione, in primo grado, stessa pena che il pm Isella aveva sollecitato per il religioso.
«Una congiura contro di lui», hanno sempre tuonato i suoi due legali che hanno già depositato alla Corte di appello di Milano un voluminoso ricorso (oltre 300 pagine) per chiedere un processo bis a don Mauro. Nel frattempo, il prete è stato sospeso dalla Curia di Como da ogni incarico. Da Laglio, infatti, era finito agli arresti domiciliari nella casa dei genitori a Cantù. E da qui era stato trasferito dalla Diocesi a Colico, in Altolago. Ma è stato proprio il vescovo Diego Coletti, qualche settimana dopo la sentenza di primo grado, a decidere di intervenire e a mettere l’ormai 30enne religioso in una situazione di aspettativa. Fuori dalla Curia, lontano da impegni o incontri con parrocchiani, in attesa di chiarire il contenuto delle accuse mosse dal ragazzino, minorenne quando sarebbero avvenuti i fatti. A carico di don Mauro è stato avviato anche il processo canonico che ha tempi e modalità decisamente differenti rispetto a quelli della giustizia ordinaria.

Marco Romualdi

image
 
P_MSG P_WEBSITE Top
view post Posted on 28/2/2009, 16:03P_QUOTE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 6810


Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 18:56


http://www.corrieredicomo.it/frm_articoli.cfm?ID=93229

Sabato 28-02-2009 16:03 Data articolo: 28-02-2009

Cronaca

Primo piano

Cultura

Sport

Don Mauro, stop al processo canonico
Ex parroco di Laglio. Il religioso era stato condannato in primo grado per violenza sessuale su un minore all'epoca dei fatti
La Diocesi accoglie il suggerimento del legale del sacerdote in attesa del processo d’Appello



Tutto rinviato a data da destinarsi. E comunque, senza dubbio alcuno, non prima della sentenza d’Appello. Il processo canonico a don Mauro slitta in avanti. Dopo il primo faccia a faccia dello scorso 18 novembre, infatti, di passi non ne sono stati più compiuti. O meglio, le parti si sono ritrovare un’altra volta decidendo appunto di rinviare tutto.
Ma andiamo con ordine, partendo proprio da quello che sarebbe avvenuto quel martedì pomeriggio, il 18 novembre 2008.
Con, l’una di fronte all’altro, la Curia di Como e don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio condannato in primo grado a 8 anni di reclusione per violenza sessuale su un ragazzo che all’epoca dei fatti era minorenne.
In quell’occasione il parroco avrebbe chiesto di potersi cercare un avvocato di fiducia, che per i processi canonici devono essere sacerdoti. Oppure, e questo sarebbe stato il caso dell’ex parroco di Laglio, un laico con la dispensa dal Vaticano.
Alla scelta del proprio legale - in arrivo da Roma - sarebbe seguito, in una data tenuta riservata per tutte queste settimane, un ulteriore incontro tra le parti, in cui la difesa avrebbe suggerito alla Curia lariana di prendere tempo in attesa del giudizio in Appello a cui i legali di don Mauro - Massimo Martinelli e Guido Bomparola - hanno presentato ricorso lo scorso 30 ottobre 2008. Una “dritta” a cui, a quanto pare, la Diocesi lariana avrebbe aderito bloccando il processo canonico e rinviandolo a data da destinarsi. Un giorno che rimane ignoto, in quanto a Milano la Corte d’Appello non ha ancora fissato l’udienza.
Un ulteriore indizio, a conferma dello slittamento del procedimento interno al diritto canonico, sarebbe la mancanza di ogni contatto con la parte lesa, ovvero la famiglia del giovane, ex parrocchiano di Laglio, a cui non sarebbe stato comunicato nulla.
Il processo canonico, infatti, prevede che possa anche essere richiesta una nuova audizione del ragazzo che avrebbe subito la violenza (salvo opposizione), oltre che ovviamente del prete sotto inchiesta. Per il resto i passaggi sono simili a un normale processo penale, con il collegio giudicante formato da componenti della Congregazione e normali udienze dove vengono prese in considerazione le prove raccolte. Il processo canonico funziona parallelamente a quello penale, senza tuttavia alcun punto di contatto. Gli avvocati devono essere sacerdoti, oppure laici con la dispensa del Vaticano.
La Diocesi di Como, che non ha mai voluto commentare direttamente la questione dichiarando solo la propria «fiducia nella magistratura», dopo la pesante sentenza di primo grado ha rimosso don Mauro dal suo precedente incarico a Colico. Il prete vive oggi a Cantù nella casa dei genitori.

Mauro Peverelli

image
 
P_MSG P_WEBSITE Top
view post Posted on 16/4/2009, 15:15P_QUOTE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 6810


Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 18:56


http://www.corrierecomo.it/frm_articoli.cfm?ID=94461

Giovedì 16-04-2009 16:13 Data articolo: 16-04-2009

Cronaca

Primo piano

Cultura

Sport

Prosciolti i poliziotti accusati da don Mauro
Il caso dell'ex parroco di Laglio




Il giudice per le indagini preliminari di Como, Pietro Martinelli, ha archiviato le accuse a carico di due poliziotti lanciate dai legali di don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio condannato lo scorso anno in primo grado ad 8 anni di reclusione per violenza sessuale su un minorenne.
Il gup ha accolto la richiesta della Procura di Como che con il pm Simona De Salvo aveva sollecitato il proscioglimento dei due sottufficiali. Le indagini condotte da questi ultimi sul conto dell’ex parroco di Laglio non erano quindi irregolari. Nessun verbale falso, quindi, come ipotizzato nella denuncia dei legali del religioso.
I due ispettori della polizia di Como, messi sotto accusa, escono a testa alta dall’appendice dell’inchiesta aperta dopo che gli avvocati di don Mauro li avevano attaccati duramente, accusandoli apertamente di falsa testimonianza.
Gli accertamenti non hanno fatto emergere alcunché di anomalo. Ora restano aperti altri fascicoli, a carico di altri testimoni che si sono alternati in aula a spiegare circostanze e fatti relativi al comportamento del religioso. Una decina i testi finiti nel mirino della difesa, accusati sempre di falsa testimonianza. Don Mauro, nel frattempo, ha già presentato ricorso in appello contro la condanna.

Marco Romualdi


image
 
P_MSG P_WEBSITE Top
view post Posted on 17/4/2009, 08:32P_QUOTE
Avatar

Dio balla, la chiesa magna, il papa straparla

Group: Member
Posts: 957


Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/11/2009, 16:58


Buttatelo in cella o datelo in pasto ai leoni,l'importante è che non esca più.

Sappiamo tutti cosa avrebbe "subito" se non fosse stato denunciato alla polizia,l'avrebbero trasferito in un'altra parrocchia,dove poteva violentare un nuovo oratorio.


Si ritorna con un'imene nuovo come al sol levante....

-Vi Veri Veniversum Vivus Vici - Con la forza della verità, in vita, ho conquistato l'universo.
-Abbiamo liquidato la coscienza dandola in appalto al clero - I.Montanelli
-Impicca l'ultimo prete, con le budella dell'ultimo gesuita - Voltaire
image
Perchè Don Camillo lo impicco.
 
P_MSG Top
view post Posted on 28/4/2009, 23:25P_QUOTE


Group: Member
Posts: 419


Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/11/2009, 20:19


sborra boy non poteva trovare un nick più adatto

 
P_MSG P_WEBSITE Top
68 replies since 9/12/2006, 08:41
 
A_REPLY

load
Fast reply
 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 




Locations of visitors to this page